sabato 25 maggio 2013

BUONGIORNO UN CAZZO //// COM'ERA IL FATTO? IL LAVORO PRIMA DI TUTTO?

Com'era il fatto?
“No, uagliù, qua la prima cosa che dobbiamo fare è il lavoro. Il lavoro è la prima cosa. Prima ancora dell’educazione. Il lavoro è un’emergenza esplosiva, ESPLOSIVA, qua se non creiamo subito otto miliardi e mezzo di posti di lavoro l’Italia SPROFONDA, il Pil precipita, il moltiplicatore della spesa pubblica diventa l’addizionale delle figure di mmerd, insomma, cari miei, se ne va tutto a carte quarantotto per non dire che facciamo la fine dei track a muro e quindi mo’ vedete un poco come vi dovete mettere ma il lavoro viene prima di tutto”.
E’ questo, più o meno, quello che hanno detto il premier, i ministri e tutti i politici subito dopo la formazione del governo. Tant’è che pur essendo emigrata a Roma a me mi sembrava proprio di stare a Napoli in mezzo a un corteo dei disoccupati organizzati a tipo che ci mancava solo il camioncino con le casse che sparavano a palla ‘O Salario Garantito dei 99 Posse.
Poi però non lo so che è successo ma appena si so’ seduti attorno a un tavolo per decidere il da farsi questi se ne sono usciti con l’Imu, l’Iva, la Tares, la legge elettorale e tutto il resto appresso che comunque non è la fatica. A quel punto ho detto vabbè, forse il piano sul lavoro lo fanno la prossima volta, cioè, quello ha detto il lavoro PRIMA di TUTTO. E invece niente, fin’e mmò l’unica cosa di cui so’ riusciti a parlare sono i soldi: soldi per le tasse, soldi per gli acquisti, soldi per apparare i guai delle imprese con i dipendenti, soldi per i partiti.
E allora due so’ le cose: o a Palazzo Chigi ci sta proprio un’incompatibilità ambientale nel senso che i velluti e i broccati delle stanze fanno interferenza con il lavoro e non appena uno pronuncia la parola LAVORO zompa la corrente e scatta l’allarme antincendio o noi non abbiamo capito niente e quando dicevano “il lavoro prima di tutto” intendevano il loro e non il nostro.
Anche perché a noi che ce ne fotte che se cambia la legge elettorale molti di loro diventano disoccupati? Cioè, ci può dispiacere ma poi basta, al massimo ci possiamo dire «Benvenuti nel club»

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